24 July 2008
18 July 2008
08 July 2008
UN EVENTO DA NON PERDERE
Venerdì 11 luglio alle ore 21:15, presso la Sala Congressi del Centro Acquarossa, avrà luogo la conferenza dal titolo "INQUINAMENTO E SALUTE: TUTTO CIO' CHE NON DOVEVAMO SAPERE".07 July 2008
Gianni Vantaggi scrive....
Pubblichiamo la lettera aperta che Gianni Vantaggi, medico di famiglia e referente ISDE per l'Umbria, ha scritto all'assessore all'ambiente Bottini."Gentile Assessore Bottini,
la coincidenza che l’Umbria sia la patria di San Francesco, negli anni, ha determinato molte iniziative per l’ambiente nella nostra Regione.
E’ possibile che la nostra Terra non possa rimanere l’antesignana delle Regioni d’Italia in cui il “Frate Focu” di Francesco non divenga (quello che è in altre regioni) quel NEMICO, quale esso è, nell’inferno di tutti quei processi di combustione delle industrie insalubri di prima classe (inceneritori e cementifici…), determinando la trasformazione di sostanze (di per sé innocue) come i rifiuti, in sostanze estremamente pericolose come diossine, furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti ?
L’inceneritore di Spittellau (Vienna) che so, con quello di Monaco, essere stato oggetto di una sua visita, certamente sa che è un inceneritore costruito nel 1969, vicino ad un ospedale, per “sfruttarne” il calore prodotto (teleriscaldamento). A quei tempi nessuno pensava agli effetti deleteri legati all’incenerimento. Ma oggi, secondo lei, i Viennesi rifarebbero la stessa scelta?
E’ sicuro che l’inceneritore di Vienna è destinato ad esaurire la sua funzione entro 20 anni. Il periodo necessario per recuperare i costi di: costruzione, manutenzione e ammodernamento.
Altri dati: a Spittellau si inceneriscono circa 250.000 ton/anno di rifiuti (praticamente “solo” il 10 % di quello che rimane dalla raccolta differenziata che a Vienna, oltre 1.600.000 ab, raggiunge il 90%).
Perfettamente nei parametri di legge, il bel camino progettato da Friedensreich Hundertwasser, ogni giorno emette circa 8 kg di polveri e 122 milioni di picogrammi di diossine, quanti ne bastano per coprire la dose tollerabile giornaliera di 870.000 viennesi. [http://federicovalerio.splinder
Ovviamente anche l'inceneritore di Spittelau rispetta la legge di conservazione di massa (legge di Lavoisier) per cui, per ogni tonnellata di rifiuto “termovalorizzato” produce 280 chili di rifiuti solidi che, in vagoni coperti, sono mandati nell'impianto di trattamento rifiuti di Rinterzelt. Qui dopo ulteriori “trattamenti” (recupero di ferro, circa 24 chili per tonnellata di rifiuti trattati), le ceneri pesanti sono mescolate al cemento e utilizzate per realizzare i muri di sostegno della discarica di rifiuti solidi di Vienna. Quindi se qualcuno ancora crede che i “termovalorizzatori” eliminano le discariche, se non lo sapeva, ora sa che NON E’ VERO e all’inceneritore le discariche SERVONO eccome e non sono solo a Vienna, ma anche a Copenhagen, a Brescia…
Proprio non so cos’altro si debba fare: comitati, cittadini, associazioni e anch’io come Referente per l’Umbria dei Medici per l’Ambiente, per cercare di far diventare l’Umbria il vero “cuore verde” dell’Italia.
Certamente conosce le preoccupazioni delle popolazioni e meglio di me conosce le conclusioni dell’ottimo documento della Regione: “La Geografia della mortalità in Umbria. 1978-2005” dove a pag 37 si conclude che lo studio ”…ha evidenziato, per specifiche cause di morte, situazioni a più alto rischio, che vale la pena di approfondire, nei comuni del nord della Regione, della Valnerina…”
Se permette, da tecnico della salute (da oltre 31 anni sono medico di famiglia) vorrei sottoporre alla sua attenzione alcune considerazioni:
- Dall’Art.15 della Dichiarazione di RIO giugno 1992 (16 anni fa!), ratificato dall’ Unione Europea: “Quando una attività crea possibilità di fare male alla salute o all’ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese, anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite con certezza dalla scienza”
- Dalle parole del Prof Lorenzo Tomatis (fondatore e direttore dello IARC di Lione dal 1981 al 1994): “…adottare il Principio di Precauzione e quello di Responsabilità significa anche accettare il dovere di informare, impedire l' occultamento di informazioni su possibili rischi , evitare che si consideri l' intera specie umana come un insieme di cavie sulle quali sperimentare tutto quanto è in grado di inventare il progresso tecnologico...
…Invece di accettare una società che sta diventando sempre meno democratica, in cui le scelte sfuggono ormai completamente agli individui e domina il Principio della crescita economica ad ogni costo, si può pensare ad uno sviluppo che si attui sui principi di Precauzione e Responsabilità, dando priorità alla qualità della vita e all' equità sociale e ponendo il mantenimento della Salute al di sopra dell' interesse economico".
La soluzione dell’incenerimento NON RISOLVE e non risolverà mai il problema dei rifiuti, come non l’ha risolto in nessun’altra parte del mondo. Affermo questo con forza, perché se gli inceneritori avessero risolto il problema dei rifiuti, come mai: Germania, Austria, Svizzera, altri paesi europei, gli stessi Stati Uniti e Israele puntano fortemente sulla raccolta differenziata, più spinta possibile e attuano la raccolta PORTA a PORTA? E perché questi Paesi hanno capito che i rifiuti sono LA nuova risorsa su cui investire per ricavarne materie prime da reimmettere sul mercato e l’Umbria-l’Italia, invece NO? (l’Italia è il 3° acquirente di materie prime cosiddette seconde cioè recuperate dai rifiuti)
Ribadisco: la materia e quindi anche i RIFIUTI non si eliminano, non scompaiono, e l’inceneritore li TRASFORMA soltanto, e non in qualcosa di innocuo, ma in sostanze, ALTRE, come: Diossine, Furani, Policlorobifenili, Metalli pesanti. La beffa è che per rendere i rifiuti così pericolosi si spendono pure molti milioni di euro (quanto costa un inceneritore? Quanti posti di lavoro da?) Perché l’Italia è l’unico paese al mondo in cui si premia chi brucia i rifiuti? Nel resto del mondo chi incenerisce i rifiuti paga e molto salato!
Perché i mass media MAI parlano di quelle esperienze che costano molto, ma molto meno di un inceneritore e non producono emissioni pericolose per la salute? Realtà già operanti in alcune regioni d’Italia ma assolutamente ignorate:
Bolzano ha già in funzione un sistema che utilizza il processo di Digestione Anaerobica e produce Biogas-metano: 1.200.000 mc/anno (sto pensando ai “preziosi” liquami di Bettona!).
Treviso: Centro Riciclo Vedelago (58 dipendenti, l’inceneritore di Brescia ne ha 77) dove, con l’Università di Padova, hanno messo a punto un sistema, tutto italiano, basato sull’estrusione per attrito; sistema (infinitamente meno costoso di un inceneritore) che vengono ad acquistare dall’estero (Corea, Germania ecc) ma ignorato dai tanti cosiddetti “esperti” italiani. E pensare che a Vedelago riciclano, tutto quel materiale secco, considerato fino a qualche anno fa irriciclabile e che finiva in discarica o all’inceneritore. Ora quel materiale diviene sabbia sintetica, preziosa per l’edilizia o per la costruzione di mobili e manufatti per esterno. Nessuna combustione, nessuna discarica! Nessuna emissione dannosa.
Per concludere allego la copia della mail ed i relativi allegati che le inviai in data 17 maggio 2008 per informarla oltre che dell’esperienza di Treviso, che anche il Sole 24 parla del Centro Riciclo di Vedelago. In quella occasione con piacere notai che il suo indirizzo di posta elettronica è: parlocon@lambertobottini.it. Mi era sembrato di buon auspicio, sbagliavo?.
Giovanni Vantaggi - Medico di famiglia e referente ISDE Umbria"
06 June 2008
Testa d'ambientalista
Qualche mese fa la stampa ufficiale sentenziava che da un Paese dove Beppe Grillo fa l’economista e Gino Strada il negoziatore non ci si poteva aspettare nulla di buono.Sono perfettamente d’accordo.
In un Paese in cui un comico è più credibile dei vari Brunetta o Tremonti ed un medico riesce ad ottenere risultati laddove il Ministro degli Esteri D’Alema annaspava come un pulcino nella stoppia, effettivamente c’è qualcosa che non funziona.
Ma c’è di molto peggio.
L’Italia è un Paese strano.
In Italia, ad esempio, Buttiglione e Vattimo sono filosofi, Sgarbi è un intellettuale, Taricone un attore, Veronesi e Giugliano grandi scienziati, Vespa e Mentana sono giornalisti, la Carfagna un ministro, la Carlucci un eurodeputato, Veltroni e la Santanchè dei leader politici, Luciani e Cimoli dei manager, Realacci e Testa due ambientalisti.
Se al posto della repubblica avessimo avuto ancora la monarchia, perfino Emanuele Filiberto di Savoia sarebbe diventato re.
L’Italia è forse l’unico Paese al mondo in cui la notorietà genera spontaneamente autorevolezza: più sei illuminato dai riflettori e più puoi sentirti libero di dire ogni sorta di castroneria nella certezza di essere creduto da milioni di allocchi che, dall’altra parte dello schermo, stanno lì a bocca aperta pronti a bere l’imbevibile.
Scriveva Pasolini che gli italiani hanno, nei confronti della televisione, un atteggiamento di totale sudditanza psicologica: è sufficiente far passare un’informazione, sia essa vera o falsa, attraverso lo schermo per trasformarla in dogma agli occhi delle masse.
Ciò fu abbondantemente dimostrato sul piano pratico da un signore che nel 1993 si inventò un bel partito per il bene del popolo e, reclamizzandolo con un’impressionante raffica di spot, in pochi mesi vinse le elezioni ed iniziò subito ad aggiustare le sue magagne giudiziarie e finanziarie.
L’annullamento di ogni differenza sostanziale fra maggioranza e opposizione, e l’esclusione dalla vita politica del Paese di tutte le forze che si ostinavano a mantenere anche una sola parvenza di impianto ideologico, hanno fatto sì che funamboli del nulla assoluto come Sorgi, Facci, Stella, Testa e via dicendo divenissero i padroni incontrastati del cosiddetto “opinionismo”.
E i danni di questa “deriva del nulla”, dal punto di vista culturale nonché, in ultima analisi, anche sociale, sono già facilmente riscontrabili anche se, ancora, difficilmente quantificabili.
L’ultimo saggio di Chicco Testa, ospite ieri sera da Santoro ad AnnoZero, da una parte ha contribuito ad aggiungere disinformazione alla disinformazione dilagante in quanto seminata dai principali mezzi di comunicazione di massa, dall’altra ha fatto emergere il livello di incompetenza, di gretta ignoranza e di dozzinale pressappochismo che caratterizza questi maldestri giocolieri delle mezze verità.
Dopo aver parlato a sproposito per tutta la puntata dimostrando di non avere la minima padronanza della materia su cui, con performante sicumera, stava dissertando - ovvero la gestione dei materiali post-consumo (impropriamente chiamati “rifiuti”) - il Chicco nazionale è arrivato ad affermare che “le ceneri dei termocombustori sono materiali inerti, quindi non pericolosi”.
Abbiamo buoni motivi per credere che un pur minoritario, ma tuttavia consistente coro di pernacchie si sia sollevato all'unisono da più parti del Paese.
Le ceneri e le scorie degli inceneritori, che per peso ammontano a circa il 30% del quantitativo di rifiuti incenerito (esattamente dal 20 al 25% di scorie e intorno al 5% di ceneri) rientrano nella categoria dei cosiddetti rifiuti speciali tossico-nocivi, per cui debbono essere inviate in Germania, dove vengono stoccate in discariche speciali situate in miniere di salgemma abbandonate.
Testa non lo sapeva. Non sapeva nemmeno, mesi fa, che il carbone pulito è un’idiozia, una fantatecnologia da Star Trek con cui qualcuno vuole convincere le popolazioni del Polesine e dell’Alto Lazio che impiantare due megamostri a carbone da 2600 MW non comporterà alcun effetto dannoso per la salute dei residenti, per l’agricoltura e per la pesca. Testa diceva che la Cina e l’India inquinano così tanto che, centrale più o centrale meno, di merda ne respiriamo comunque a tonnellate.
E’ vero. Ma, piccolo particolare, l’umanità si trova a dover tentare di salvare il Pianeta dalla catastrofe, e non di finire di spremerlo come un limone, quasi ne avesse un altro su cui andare a vivere. Questo è un concetto che nella testa di Testa non ha trovato asilo.
Tralasciamo tutto il resto, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Sorvoliamo sui dietrofront di questo "ambientalista per professione", che nel 1987 fu tra i promotori del referendum contro il nucleare ed ora va in giro a raccontare che "non è immaginabile un mondo senza il nucleare". Sorvoliamo sul periodo di presidenza dell'ENEL, sorvoliamo su tutto.
Un capitolo a sé meriterebbe il suo insigne collega Realacci, altro apologeta dell’ “ambientalismo del sì”, che consiste nell’autodefinirsi ambientalisti e dire di sì a tutti gli scempi possibili ed immaginabili, dagli inceneritori al ponte sullo Stretto, dalla perforazione delle rocce amiantifere della Val di Susa al Mose, tutte “grandi opere” guarda caso targate Impregilo...
Ma forse non è un caso che gente come Testa e Realacci vengano chiamati a parlare di ambiente nei salotti televisivi: la loro totale ignoranza in materia ambientale, forse mista a malafede e ad una buona dose di faziosità sviluppista, li rende degni rappresentanti di spicco di un sedicente movimento ambientalista autoreferenziale e trasversale in una penisola dove tutto è a rovescio.



